Residenze

E’ meglio vivere un minuto da Michael Jordan che una vita da leoni. Bastano perfino quarantuno secondi e nove centesimi, quelli in cui l’Uomo sovverte l’esito di una partita segnata, regala ai Chicago Bulls il sesto titolo Nba in otto anni e mostra la forza della fede, il potere del coraggio e il trionfo della giustizia, quale solo, e non sempre, in un rettangolo di gioco può essere decretato. Non fate vedere alle scolaresche pizzosi documentari sugli eroi di guerra e di pace, su santi, martiri o conquistatori, fategli vedere quel minuto in cui Michael Jordan da solo (la sua donna è lontana; il migliore amico, Scottie Pippen, infortunato; i compagni increduli al suo verbo; gli avversari potenti e sorretti dalla folla e dai segni del destino) va a fabbricarsi l’estrema fortuna… Paga un allenatore quanto vuoi… Ma, quando arriva la fine, mandi pure in campo il Quartetto Cetra più Michael Jordan e si assicuri che la palla ce l’abbia lui…

(G. Romagnoli, 1998)